Libero adattamento dall’opera di Nicoletta Costa
Lo spettacolo è stato messo in scena con due classi prime della Scuola Pascoli di Cervia (RA) alla fine dell’anno scolastico. Hanno partecipato al progetto le insegnanti Elisabetta Dallari, Marcella Fantini e la musicista Anna Sama. Ci sono parti per circa 50 personaggi. I dialoghi sono stati costruiti insieme ai bambini e alle insegnanti, accogliendo le loro proposte partendo da un canovaccio di Chiara Mori, che ha curato la messa in scena. Sono state previste scene corali e accompagnamenti musicali dato che il progetto prevedeva la partecipazione al laboratorio di un’esperta musicale che ha lavorato con i bambini e costruito le partiture inserendo nel testo canzoni e arrangiamenti della musica di Beethoven e usando lo strumentario Orff in dotazione alla scuola. La messa in scena prevede un fondale con il disegno di Beethoven e un grande pentagramma, nessuna scenografia …. non c’era più spazio.
Un sentito ringraziamento a Nicoletta Costa che ha gentilmente acconsentito alla pubblicazione.
Personaggi
Narratori
Governanti
Amici
Gatti
Beethoven
In palcoscenico ci sono sul fondo tutti i bambini seduti, si alzeranno a gruppi per recitare le loro parti. I bambini dell’altra classe sono posizionati in basso davanti alla scena rivolto verso il palco, a terra ci sono tutti gli strumenti che serviranno per l’orchestrazione. Nel corso della rappresentazione si scambieranno le postazioni.
Scena 1
Tre gruppi di bambini, i narratori, le governanti e gli amici. I gruppi possono essere variabili come numero: basta accorpare le battute che possono essere dette indifferentemente da uno o più personaggi. Le governanti sono vestite di nero, hanno una crestina in testa e un grembiulino bianco, in mano hanno chi uno strofinaccio chi una scopa…. gli amici sono vestiti come vogliono. Beethoven è vestito come un direttore d’orchestra
Narratore 1:-Mi hanno raccontato un fatto accaduto a un signore molto, ma molto famoso.
Narratore 2:-E’ una storia accaduta, mi sembra, tanto tanto tempo fa
Governante1:- Devo dirvi una cosa importante. Questa mattina ho provato a svegliare il signor Beethoven, ma non ci sono riuscita
Amico 1:- Sei la solita esagerata … ma … come mai?
Governante2:- E’ successo anche a me , vuoi vedere che è diventato sordo?
Tutti:-Sordo ?
Governante 3:- Si lo chiamiamo, lo chiamiamo, ma non ci risponde, povero Beethoven
Passa Beethoven
Tutti:- (lo chiamano) Beeeeethoooooven
Beethoven passa senza sentire
Amico 2:- Ehi avete visto? Non ha proprio sentito o forse ci sta prendendo in giro
Amico 3:- Ma figurati! Pensare che ha scritto della musica bellissima e non la può più sentire
Amico 4:- Che cosa triste, mi vien da piangere, che disgrazia per il signor Beethoven
Amico5:- Calma ragazzi, poche lagne … su dobbiamo fare qualcosa per lui!
Amico 6:-Ben detto, la sua musica ha fatto tanto per noi, e adesso è venuto il momento di aiutarlo
Amico 7:- Giusto, adesso è ora che noi facciamo qualcosa per lui
Si mettono tutti quanti a discutere insieme come un brusio, alla fine della discussione
Amico 8:- Allora se siamo tutti d’accordo faremo come abbiamo pensato. Mi sembra una gran bella idea.
Amico 1:- Organizziamo una fantastica festa in suo onore con musica, cibo e allegria. Poi balleremo e ci divertiremo un sacco.
Tutti:-Sì, sì. D’accordo. Perfetto . Ok
Balletto
Beethoven:- Sono proprio triste, se almeno potessi sentire il rumore della pioggia (ritmo della pioggia) o il ritmo di un tamburo (battute di mani) se potessi, anche solo per un attimo risentire le note che ho scritto (suono dello xilofono) sarebbe bello poter passeggiare e ascoltare il suono del vento (tutti fanno il rumore del vento)
Tutti fanno il verso dei gatti e cominciano a muoversi in gruppo come gatti (cambio classe) un gruppo di gatti scende dal palcoscenico e l’altro gruppo sale, cambia anche Beethoven che guarda da tutt’altra parte perché non sente. Quando è stato fatto il cambio Beethoven si accorge di un piccolo gatto immobile (di peluche) lo guarda e poi gli si avvicina, lo prende in braccio e tutti gli altri gatti si fermano e si zittiscono.
Beethoven:- Povero gattino cosa ci fai tutto solo e infreddolito qui in un angolo? Vieni a casa con me, ti darò una bella tazza di latte
Tutti il gruppo dei bambini è sul fondo
Governante 1:- Signor Beethoven,ma dove è stato fino a quest’ora? In giro per la città? Con questa pioggia… e con questo vento!
Governante 2:- Venga e si asciughi subito, m cosa nasconde tra le mani? Che cosa ha portato a casa?
Governante 3:- Un gaaatttto? Lascerà i peli dappertutto poi dovremo cambiare la lettiera tutti i giorni
Governante 4:- Per non dire che si potrebbe anche ammalare, anzi così piccolo si ammalerà sicuramente e allora ci toccherà anche chiamare il veterinario
Governante 5:- I gatti devono stare in campagna, insieme a tutti gli altri gatti, non in un appartamento in città
Beethoven: - (Prende in braccio il gattino e gli parla) Povero micino, sei sfortunato come me, io sono diventato sordo e tu sei stato abbandonato. Insieme saremo felici. Ti chiamerò Fidelio.
Governate 6:- Fidelio, che nome strano per un gatto. Il Sgnor Beethoven avrà una bella fantasia per le note, ma per i nomi proprio no!
Governante 7:- Non c’è niente da fare a quanto pare ha deciso di tenerlo con sé.
Governante 8:- Sì, di lasciarlo andare non ci pensa proprio. Da questo orecchio non ci sente
Governante 9:- Forse non ci sente da entrambe oppure fa orecchie da mercante
Governante 10:- Secondo me ci sente solo quando gli fa comodo. Ma guardate un po’ come si comporta.
Musica. Sulla musica tutti cominciano a ballare e Beethoven balla con il gatto in braccio e ride. Quando finisce la musica il gruppo si ricompone
Amico1 :- Mi sembra che Beethoven sia di nuovo felice, ballava ; anche se in modo un po’ goffo, con il suo nuovo amico.
Amico 2:- Avete visto come rideva? Quel gattino l’ha reso finalmente felice.
Amico 3:- Alla fine poi l’ha davvero chiamato Fidelio. Che razza di nome per un gatto
Amico 4:- Ma adesso che mi viene in mente, è lo stesso nome di quella sua opera non vi ricordate?
Amico 5:- Ah, sì l’avevo dimenticato, è quell’opera sfortunata che ha dovuto riscrivere per ben tre volte?
Amico:- Beh è un nome che non porta un gran bene sfortunata l’opera, sfortunato il povero gattino
Cambio di class: i due gruppi si muovono dalle loro postazioni e si dispongono una classe sul palcoscenico, un’altra lateralmente
Beethoven:- Sono proprio felice, penso proprio che sia ora di cominciar a scrivere una nuova opera
Tutti:- Una nuova opera? Finalmente, meno male, bravo Beethoven
Governante1 : -Ma ho capito bene? Ho sentito proprio con le mie orecchie o la malattia sta venendo anche a me?
Governante 2:- Ah, carina, ben che hai sentito giusto. Finalmente si è deciso a scrivere una nuova opera.
Governante 3:- Sì è tutto il santo giorno che sta al pianoforte. Tlin tlin, tan tan, plin plon… come ai vecchi tempi.
Governante:- E Fidelio lo guarda con i suoi occhioni che sembrano due enormi bottoni
Tutti fanno i movimenti del gatto
Governate:- E Fidelio fa le fusa sulle ginocchia mentre io in cucina gli preparo la canocchia
Governante:- E Fidelio si rotola sul pancione, oh quasi quasi anch’io voglio un coccolone
Governate:- E Fidelio si addormenta sul cuscino beato, a me sembra proprio fortunato.
Beethoven:- ( arrabbiato) Sì, dormi dormi, a me non viene il finale di questo concerto e tu non ti preoccupi
Il gatto dorme sul proscenio
Musica. Sulla musica Beethoven scrive su un foglio ma non è contento lo appallottola e lo butta sul palco, fa la stessa cosa diverse volte, un gruppo di gatti cominciano a giocare conla carta appallottolata.
Finisce la musica
Amico 1:- Mi sembra proprio che Beethoven sia molto arrabbiato, anzi arrabbiatissimo. Che cos’è che lo turba così tanto?
Amico2:- Ma non lo sai? Non l’hai ancora capito? Non riesce a finire il suo nuovo concerto
Amico 3:- Sta tutto il giorno al pianoforte, prova e riprova, scrive e cancella … ma non riesce a trovare il finale.
Governante 1:- Ieri ho pulito tutta la casa… c’erano pezzi di spartito dappertutto e non mi ha nemmeno permesso di avvicinarmi al suo pianoforte per dare la polvere.
Beethoven:- (arrabbiato) Via, andate via tutti, non riesco a concentrarmi
Rumori di tuoni e saette, il gruppo si spaventa
Musica dell’inizio del’Inno alla gioia
Ogni gatto prende una nota e la attacca sul pentagramma del fondale formando una scrittura musicale.
Gatto1 :-Oh,finalmente possiamo fare la festa! Non mi sembra vero! Era proprio ora!
Gatto 2:- Sì, non ce la facevo più ad ascoltare sempre le stesse note che si ripetevano. Ogni volta ripartiva da quel punto dove si era bloccato.
Gatto 3:- L’opera è finita
Gatto 4:- Beh, cari amici gatti, meno male che c’ero io a zampettare su quei tasti del pianoforte, se no chissà quanto tempo ci voleva per finirla.
Gatto 5:- Dobbiamo proprio dirla tutta: senza i gatti gli umani non sanno proprio come cavarsela!
Gatto 6:- Ci tocca sempre aiutarli, da soli sono proprio incapaci. Io avrei anche un’idea per il titolo: lo chiameremo L’inno alla Gioia
Gatto 7:- Che roba ragazzi! Questa musica raggiungerà una fama esagerata!
Gatto 8:- Se lo dici tu, chissà forse in Europa qualcuno si accorgerà che è un’opera con …. i baffi!!!
Musica finale (Inno alla gioia)
Sipario
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