giovedì 12 gennaio 2012

CAPPUCCETTO ROSSO

Questo spettacolo è pensato per la prima elementare, il numero dei personaggi è variabile, dipende quanti bambini saranno fiori e quanti cacciatori. La scena è il bosco, con le luci si possono separare delle zone sul palcoscenico per evidenziare gli interni.
Personaggi

Un gruppo di fiori
La mamma
Cappuccetto rosso
La nonna
Il lupo
Un gruppo di animaletti del bosco
Un gruppo di cacciatori

Sul lato del palcoscenico c’è un gruppo di fiori che fa la presentazione in modo enfatico
Fiore:- C'era una volta un povero lupacchiotto,
Fiore:- Che portava alla nonna la cena in un fagotto.
Fiore:- E in mezzo al bosco dov'è più fosco
Fiore:- Incappò nel terribile Cappuccetto Rosso,
Fiore:- Armato di trombone come il brigante Gasparone...,
Fiore:- Quel che successe poi, indovinatelo voi.
Fiore:- Qualche volta le favole succedono all'incontrario
Fiore:- E allora è un disastro:
Fiore:- Biancaneve bastona sulla testa i nani della foresta,
Fiore:- La Bella Addormentata non si addormenta,
Fiore:- Il Principe sposa una brutta sorellastra,
Fiore:- La matrigna tutta contenta, e la povera Cenerentola
Fiore:- Resta zitella e fa la guardia alla pentola
Scoiattolo:- Ma cosa state dicendo?
Coccinella:- Noi oggi siamo a raccontare la VERA storia di Cappuccetto rosso!
Farfalla:- Quella che tutti conosciamo, quella che tutti amiamo
Fiore:- Allora… C’era una volta
Rana:- E forse c’è ancora
Fiore:- Una bella bambina di nome
Fiore:- Si sarà anche chiamata come dici tu, ma tutti la chiamavano Cappuccetto rosso
Farfalla:- E perché?
(entrano la mamma e la bambina, la mamma ha una mantellina rossa in mano)
Mamma:- Ecco, (mostrando una bella mantellina rossa) questa l’ho cucita per te
Cappuccetto:- (la indossa, fa un giro su se stessa si mostra al pubblico) Oh! Grazie mamma, mi sta proprio bene!!!
Coccinella:- Da quel giorno indossò sempre quella mantellina!
Fiore:- E fu così che tutti la chiamarono per sempre Cappuccetto Rosso!
Balletto dei cappuccetti rossi
Mamma:- Vieni Cappuccetto (riempiendo un cesto) prepariamo un po’ di provviste per la nonna, qui c’è un vasetto di marmellata, un salame, una focaccia e una bottiglia di vino, non manca niente, portali alla nonna; e mi raccomando vai sempre dritta, e non dar retta a nessuno, non uscire dal sentiero grande, se no, cadi e rompi la bottiglia. E quando arrivi dalla nonna aiutala, falle compagnia e poi torna a casa ti aspetto prima di sera.
Cappuccetto:- Non ti preoccupare, la strada la so, ti prometto che andrò dritta dalla nonna e non darò retta a nessuno. (le da’ un bacio ed esce)
Musica
Sulla musica Cappuccetto fa un giro sul palcoscenico, ad un certo punto si avvicina il lupo, sfuma la musica

Lupo:- Ciao bella bambina, come ti chiami?
Cappucetto:- Buon giorno. Io sono Cappuccetto Rosso. Tu chi sei?
Lupo:- Io sono il lupo e vivo qui nel bosco.  Dove vai cosi presto e che cos’hai lì nel cesto?
Cappuccetto:- Sto andando dalla nonna, abita nella casa in cima alla collina sotto le tre grosse querce, in fondo al bosco. Si è ammalata e le porto vino e focaccia per aiutarla a guarire.
Lupo:- (al pubblico) Questa bimba tenerella è un grasso boccone, sarà più saporita della vecchia; se sarò furbo, me le mangerò tutte e due. (a Cappuccetto) Che brava, ti accompagno per un po’ se non ti dispiace, devo andare anch’io da quella parte.
Mentre i due fanno un giro attorno al palcoscenico
canzone Attenti al lupo
Lupo:- Senti Cappucetto rosso perché non ti fermi a cogliere qualche fiore per la tua nonna? Vedi laggiù c’è una radura coperta di fiori. (indica il gruppo dei fiori) Da lì parte un sentiero che ti porta dritta sulla collina, è una scorciatoia, arriverai dalla nonna in un baleno ora devo andare. Fai tanti auguri alla vecchietta da parte mia. (esce)Cappuccetto:-  Che gentile quel lupo, sono sicura che se porto alla nonna un mazzolino di fiori freschi le farà piacere; è tanto presto, che arrivo ancora in tempo. (Si avvicina al gruppo dei fiori che la circondano nascondendola)

Nonna:- Chi è? Sei tu bambina mia?
Lupo
:- Sono io nonna, sono Cappuccetto Rosso, ti ho portato vino e focaccia.
Nonna:– Oh, bene,tesoro, alza il saliscendi ed entra io sono troppo debole e non posso alzarmi.
Il lupo entra e con un telo nero in mano balza sulla nonna, la copre tutta, si mette la cuffia in testa indossa gli occhiali e si mette lo scialle sulle spalle, si mette sotto il telo nero e aspetta,

Canzone
 i fiori si aprono e lasciano uscire Cappuccetto rosso che si guarda intorno
Cappuccetto:- Ecco la casa della nonna, aveva ragione il lupo questo sentiero porta proprio vicino alla casa della nonna.
(bussa)
Lupo:- Chi è?
Cappuccetto:- Sono io, nonnina. Sono Cappuccetto rosso. Ti ho portato il pranzo
Lupo:- Alza il saliscendi ed entra
Cappuccetto:- Che buio qui dentro nonna
Lupo:- Ho la febbre alta e male alla testa, preferisco stare al buio, avvicinati cara lascia che ti veda meglio
Cappuccetto:- (al pubblico) E’ la prima volta che vedo la nonnina a letto, con lo scialle sulle spalle e la cuffia in testa. (alla nonna) Nonnina come sei diversa oggi, che voce grossa che hai
Lupo:- E’ per parlarti meglio, bambina mia
Cappuccetto:- Che braccia lunghe che hai
Lupo:- E’ per abbracciarti meglio, bambina mia
Cappuccetto:- Oh, nonna, che orecchie grosse!
Lupo:- E’ Per sentirti meglio, piccina mia
Cappuccetto:- Oh, nonna, che occhi grandi hai!
Lupo: - E’ per vederti meglio, piccina mia
Cappuccetto:- Oh, nonna, che mani grandi hai!
Lupo: - E’ per stringerti meglio, piccina mia
Cappuccetto: - Ma, nonna, che bocca spaventosa!
Lupo: - E’ per mangiarti meglio!
Il lupo con un balzo si avventa sopra Cappuccetto e la copre con il telo nero facendo un gran rumore, Cappuccetto grida poi il lupo esce dal telo con la testa e dice:
Lupo:- Ah, era da tanto tempo che non mi facevo una scorpacciata simile, mi ci vuole proprio una bella dormita per digerire nonna e nipote, la vecchia era un po’dura, quando mi sveglio se avrò ancora fame farò merenda con focaccia e marmellata.
Si mette a russare   
Cacciatore:- Hei, sentite un po’
Cacciatore:- La vecchia Adalgisa deve avere mangiato pesante
Cacciatore:- Non l’ho mai sentita russare così
Cacciatore:- Non vorrei che si sentisse male
Cacciatore:- Andiamo a dare un’occhiata
I cacciatori si avvicinano
Cacciatore:- Guardate un po’ chi c’è
Cacciatore:- Altro che Adalgisa
Cacciatore:- Era un pezzo che ti davamo la caccia, brigante
Cacciatore:- Adesso ti sistemiamo noi, malandrino!
Cacciatore:- Così impari a mangiare le vecchiette
Imbracciano i fucili attorniando il lupo
Cacciatore:- puntate, mirate…
Cacciatore:- Aspettate ho visto muoversi qualcosa
Cacciatore:- Vuoi vedere che la nonna è ancora viva?
Cacciatore:- Se è così non possiamo sparargli
Cacciatore:- Rischiamo di uccidere anche Adalgisa
Cacciatore:- E adesso che facciamo?
Cacciatore:- Dobbiamo fare in fretta
Cacciatore:- Meno male che il lupo dorme come un macigno!
Cacciatore:- Qui c’è un coltello
Cacciatore:- Forza taglia
Il cacciatore si avvicina alzando il coltello mentre gli altri si chiudono a cerchio sul lupo
Musica
Escono Cappuccetto Rosso e la nonna mentre i cacciatori si allontanano
Cappuccetto:- Che paura ho avuto! com'era buio nel ventre del lupo!
Nonna:- Ohi, ohi sono tutta rotta
Cappuccetto:- Dove?
Cacciatore: Andiamo al fiume
Sulla musica un gruppo di rane escono porgendo ai cacciatori dei sassi seguendo una sequenza ritmica.
I sassi vengono messi nella pancia del lupo
Cacciatore:- Ecco fatto, adesso non ci resta che aspettare che questa bestiaccia si svegli. Avrà la punizione che si merita. (escono)
Musica
Il lupo si sveglia e lancia un urlo
Buio
In primo piano rientrano i fiori
Fiore:- Chi sta zitto non dice niente
Fiore:- Chi sta fermo non cammina
Fiore:- Chi va lontano non s’avvicina
Fiore:- Chi si siede non sta ritto
Fiore:- Chi va storto non va dritto
Fiore:- E chi non parte, in verità,
Fiore:- In nessun posto arriverà.
 sipario

CUORE DI CARTONE

Questa è una drammaturgia scritta per due classi terze elementari. E' stata tratta dal libro di Kostantin Sergienko "Cuore di Cartone" edito da Salani. I bambini che hanno almeno una battuta sono 40, ma è adattabile anche per gruppi meno numerosi. I personaggi a numero variabile sono le amiche, i gatti, i cani e le bibliotecarie. Il protagonista principale, l'Omino di cartone, non ha una connotazione specificatamente maschile, può essere recitato benissimo anche da una ragazza. E' un personaggio che ricorda un po' il Piccolo Principe, quindi l'attore deve essere capace di trasmettere tutta la poesia del testo ed essere in grado,anche con la gestualità, di trasmettere un'appartenenza al mondo della poesia.Per quanto riguarda la parte musicale noi abbiamo avuto la fortuna di avere un amico violoncellista che ha fatto la colonna sonora dal vivo, naturalmente è possibile sostituirlo con musiche registrate. 

Entra un gruppo di bambine, giocano alla settimana (o altro gioco da cortile) giocano circa trenta secondi poi vengono in proscenio.
Amica :- Vanno, vengono, ogni tanto si fermano , e quando si fermano, sono nere come il corvo, sembra che ti guardano con il malocchio
Amica :- Certe volte sono bianche e corrono, e prendono la forma dell’airone, o della pecora o di qualche altra bestia, ma questo lo vedono meglio i bambini, che giocano a corrergli dietro per tanti metri
Amica:- Certe volte ti avvisano con rumore, prima di arrivare, e la terra si ferma, e gli animali si stanno zitti,
Amica:- Vanno, vengono, ritornano, e magari si fermano tanti giorni, che non vedi più il sole e le stelle, e ti sembra di non conoscere più il posto dove stai
Amica:- Vanno vengono, per una vera, mille sono finte, e si mettono tra noi e il cielo, per lasciarci soltanto una voglia di pioggia

Rumore di temporale, tutti corrono da una parte all’altra del palcoscenico, si distingue tra gli altri l’uomo di cartone, perché saltella cercando di schivare le gocce, è più lento degli altri e sembra infreddolito. Tutti escono l’omino di cartone si guarda intorno, cambiano le luci

Omino di cartone:- Mi sono tutto bagnato, ho le giunture molli come fossero d’ovatta
Entra un gruppo di gatti
Musica Pantera rosa
Gatto:- Guarda un po’ quello, è di cartone
Gatto:- Fuori di qui cartonato, questo portone è nostro
Gatto:- Via, sciò, sciò
Omino di cartone:- Vi porgo i miei rispetti, non potrei aspettare che spiova nel vostro bel portone?
I gatti ridono
Gatto:- Lui ci porge i suoi rispetti (ironico)
Gatto:- Cosa dici, sarà buono da pappare?
Gatto:- Una volta mi sono pappato una scatola di cioccolatini, ma non mi aveva offerto i suoi rispetti e alla fine non era neanche tanto buona
Gatto:- Dai, assaggiamolo
L’omino di cartone è terrorizzato, entrano i cani abbaiando

Cane:- Siete venuti di nuovo?
Cane:- Il portone è nostro!
I gatti soffiano e i cani cominciano a rincorrerli, escono tutti, l’omino di cartone si appoggia al baule in un angolo

Voce fuori campo Baule:- Molto onorevole viandante, o per dirla meglio viaggiatore, hmmm… hmmmm….
Omino di cartone:- Chi sta parlando?
VFC Baule:- Sono io che sto parlando, il baule di legno, mio caro signore , mi sembrate molto stanco, se non avete niente in contrario, potreste spostare l’ascicella di legno dietro la vostra schiena e introdurvi qui da me…..
L’omino di cartone si guarda attorno sospettoso poi alza l’ascicella e a questo gesto cambiano luci e musica
Omino di cartone:- (guardandosi attorno) E’ caldo qui, si sta bene, sono proprio stanco
(sbadiglia e prende alcuni cuscini che sono in proscenio, ci si sdraia sopra e si addormenta sulla musica della ninna nanna di Brahms)
Entrano alcune bambine che lo attorniano, ognuna di loro ha in mano un telo colorato di materiale molto leggero, mentre gli girano attorno, molto lentamente, lo coprono con i teli.
Amica:- Omino mio di cartone
Amica:- Verrà martedì
Amica:- Verrà la sera
Amica:- Si accenderà la luce sul tavolo
Amica:- Dalla finestra io ti saluterò
Amica:- Omino mio di cartone
Amica:- Vieni da me martedì
Amica:- Si accenderà la luce sul tavolo
Amica:- Dalla finestra io ti saluterò

Si allontanano da lui e vengono in proscenio
Amica :- Povero omino di Cartone, si faccia pure un bella dormitina
Amica:- E’ tanto sciupato, certo che trovarsi senza un tetto tutto d’un botto
Amica:- Nessuno sa come è successo, forse viveva in un teatro di burattini
Amca:- Forse era scappato da un negozio di giocattoli
Amica:- O forse è arrivato da un’altra città e si è dimenticato il perché del suo viaggio
Amica:- In fin dei conti ha una testa di cartone
Musica Ninna nanna di Brahms

Si abbassano le luci e le ragazze escono
Si accende la luce sui gatti che in proscenio chiacchierano tra loro
Musica Pantera rosa
Gatto:- A te piacciono le bricconate!
Gatto:- Ma anche per quelle bisogna essere svegli
Gatto:- Bisogna fargliela vedere
Gatto:- Quel portinaio è insopportabile
Gatto:- Già ci scaccia sempre con la scopa
Gatto:- Invece con i cani è tutto una moina
Gatto:- Sì, porta a quei pelosi gli avanzi di cibo tutte le mattine
Gatto:- E invece a chi dovrebbe portarli?
Gatto:- A noi!!!
Gatto:- E se invece una mattina, per caso, scivolasse dalle scale?
Gatto:- Dove finirebbero tutti gli avanzi?
Gatto:- Sotto la scala!
Gatto:- E chi ci sarà là sotto?
Gatto:- Noi naturalmente
Gatto:- Ma perché dovrebbe scivolare? Non è mai accaduto!
Gatto:- Perché forse le scale saranno unte… forse perché qualcuno avrà versato dell’olio
Gatto:- Forse l’olio della portinaia
Gatto:- Già forse domani mattina qualcuno verserà l’olio sulle scale e il portinaio quando passerà ……
Gatto:- Vedo che siete svegli
Gatto:- Nella vita la cosa più importante è la mente sveglia
Gatto:- Già e noi ce l’abbiamo (escono ridendo)

Cambio luci

VFC Baule:- Molto onorevole signore, vorrei informarla che il mattino è sopraggiunto, o perlomeno …
Omino di Cartone:- Etciù, etciù
VFC Baule:- Mi sembra di intuire che lei forse è raffreddato, o mi sbaglio?
Omino di Cartone:- No non si sbaglia, mi fa male la gola e faccio fatica a respirare, devo avere preso freddo ieri sotto il temporale
VFC:- Nel qual caso mi permetta di offrirle un sicuro rifugio qui dentro, nessuno conosce il segreto dell’ascicella, il coperchio non si apre, e, a guardia della serratura, c’è il mio amico Lucchetto Solido che non ha ancora avuto il piacere di conoscerla

Entra Lucchetto Solido con un’andatura rigida e voce stentorea il violoncello sottolinea l'andatura con una musica di corde pizzicate

Lucchetto:- Io me ne sto qui appeso proprio a non far passare nessuno. Io sono solidissimo
Omino di Cartone:- Etciù, etciù
VFC Baule:- Presto, presto vada dal dottore, lei è ammalato
Lucchetto:- Qui nel palazzo troverà il Dottor Brontoli, faccia presto e si ricordi io non faccio passare nessuno, è inutile che ritorni

L’Omino di Cartone starnutendo esce

Lucchetto:- Io sono molto solido, costi quel che costi, sono fedele alle mie convinzioni, sono convinto a non far passare nessuno
(Esce mentre ripete senza sosta questa frase, con il sottofondo delle corde pizzicate)
Cambio luci
Entrano da parti opposte l'Omino di cartone e il Dott. Brontoli, lui ha un mazzo di fiori in mano.
Omino di Cartone:- Etciù
Dott. Brontoli:- Io curo soltanto con i fiori

Si avvicinano l’uno all’altro

Dott. Brontoli:- Io curo solo con i fiori, ecco annusi qui, questo è un cactus, ecco si metta questa spina nel naso
Omino di cartone:- (prende la spina ci prova) Etciù, non passa
Dott. Brontoli:- Che strani rumori, non avrà mica dei problemi al cuore!
Omino di Cartone:- No, il mio cuore è normale, di cartone
Dott. Brontoli:- Di cartone?, tipo i fiori di carta?
Omino di Cartone:- Tipo una scatola
Dott. Brontoli:- Una scatola? Ma no, non è assolutamente normale, il cuore deve essere simile a una rosa, caro mio a una rosa
Omino di cartone:- Etciù
Dott. Brontoli:- Io curo con i fiori perché tutto viene dai fiori, l’uomo viene dai fiori, ma la scatola di cartone, quella viene dal cartone, o forse dalla scatola, lei ha sbagliato posto addio (esce)
Omino di cartone:- E’ meglio che torni dal Baule etciù (esce)

Musica Pantera rosa
Entrano i gatti con una grossa latta di olio, facendo segno di non parlare rovesciano l’olio al centro del palcoscenico e se ne vanno
Entrano le bambine che fanno il gioco della bella lavanderina, camminano facendo un giro largo e  schivano la chiazza d’unto, al secondo giro quando passa la Bambina scivola,  rimane sdraiata per terra, cambio luci tutte tornano di corsa, la attorniano

Amica:- E’ scivolata
Amica:- Su dai, prova ad alzarti
Bambina:- Non ci riesco
Amica:- Bisogna chiamare un dottore
Amica:- Aiutiamola
Amica:- Suo papà è il dottor Brontoli, lui saprà cosa fare
Amica:-Prendila di qua
Amica:- Ci penso io da questa parte
Amica:- Vai a prendere una sedia

La prendono su e la appoggiano su una sedia, arrivano i dottori
Dott:- Io dico che non c’è più niente da fare
Dott:- La paziente è inguaribile
Dott:- Mi dispiace, ma scienza medica non può più nulla
Insieme: La bambina non camminerà più
Dott. Brontoli:- Io curo con i fiori, i fiori potranno fare qualcosa, non so quale sia il fiore giusto, ma lo troverò, i fiori possono curare tutto.

Cambio luci

Entrano i gatti sulla musica della Pantera rosa
Gatto:- Hai sentito cosa è successo?
Gatto:- E’ scivolato qualcuno
Gatto:- Qualcuno si, ma non quello giusto
Gatto:- Tanto a me non piace nessuno
Gatto:- Perché non ti piace nessuno?
Gatto:- Perché a tutti piacciono i cani, i cani fanno i servi per un pezzo di salame, gli umani vogliono che tutti siano loro servi, io non servirò mai nessuno
Gatto:- Ma lo sai almeno chi è scivolato?
Gatto:- No, e non me ne importa niente
Gatto:- E’ scivolata la Bambina, quella che ti ha salvato dal peloso prendendoti in braccio
Gatto:- E adesso non riesce ad alzarsi dal letto, non ti fa pena?
Gatto:- (fingendosi duro) Per niente
Gatto:- Questo sì che si chiama essere svegli, bravo Briccone, a un gatto vero non fa pena nessuno!!!
Gatto:- Dai, muoviti,andiamocene da qui, prima o poi mi chiameranno Genio, non sono mica come voi io (escono sulla musica della Pantera rosa)

Entra il portinaio seguito dai cani
Portinaio:- Non riesco proprio a capire come sia successo… io le scale le tengo sempre pulite, sono sicuro che anche questa mattina ho lavato, è veramente un mistero. (pulisce con uno straccio ed esce)
Cane:- (facendo un giro attorno a dove era la macchia e annusando) Qui non ci sono dubbi
Cane:- Sono stati quei maledetti gatti
Cane:- Non ci sarà perdono per loro
Cane:- Sì, li castigheremo a dovere (escono)


Entra il Dott. Brontoli con in mano un mazzo di fiori

Dott.Brontoli:- Ho fatto il giro di tutte le biblioteche, conosco la nuova e la vecchia medicina, eppure non riesco a trovar un rimedio per guarire la mia bambina, ho assolutamente bisogno dell’antico Libro dei fiori, lì c’è scritto sicuramente come fare per farla guarire.

Entrano in successione le bibliotecarie e l’astronomo
Biblio 1:- Non teniamo niente di floricoltura (esce)
Biblio 2:- Libri qui non ce n’è, sono andati tutti perduti (esce)
Biblio 3:- Venga domani o dopodomani,anzi, meglio ancora se non verrà affatto (esce)
Biblio 4:- Sarà stato il secolo scorso quando ho visto il Libro dei Fiori, sono passati troppi anni e io mi ricordo bene di non ricordare nulla(esce)
Astronomo:- (ha un cannocchiale in mano e guarda le stelle) Guarda le stelle dottore, quando troverò la stella giusta la bambina si alzerà
Dott.Brontoli:- Già, intanto la stella non si trova, il Libro dei Fiori  neppure e la mia bambina non guarisce. (escono)

Entrano l'Omino di Cartone e la fioraia 
Omino di Cartone:- Le porgo i miei rispetti, mi potrebbe dire dove vendono le rose?
Fioraia:- Eccole qui davanti a lei
Omino di Cartone:- Che rose stupende, mi ricordano il cuore di qualcuno
Fioraia:- Le rose sono il regalo più bello, un regalo che viene dal cuore, ne prenda qualcuna non si sbaglierà
Omino di Cartone:- Me ne serve una sola
Fioraia: Di che colore la vuole?
Omino di Cartone:- Di che colore è il cuore?
Fioraia:- Rosso ovviamente
Omino di Cartone:- A me invece sembra che sia come questa (tocca una rosa color crema)
Fioraia:- Allora la prenda, non costa molto
Omino di Cartone:- Vede… ho dimenticato i soldi a casa
Fioraia:- Be’ pazienza, prenda la rosa e i soldi me li porterà domani
 (gli dà la rosa ed esce)    
Omino di Cartone:- Che buon profumo
VFC Baule:- Che delizia, questo profumo mi ricorda che un tempo c’erano tanti fiori dentro di me!
Lucchetto Solido:- Stai zitto, tanto non faccio entrare nessuno, nessuno saprà nulla te.
VFC Baule:- E poi ci fu un tempo in cui avevo molti soldi, traboccavo di soldi, ma nella situazione odierna…
Lucchetto solido:- Anche se ne avessi io non darei neppure un soldino. Ho le mie convinzioni, non dare niente a nessuno
Omino di Cartone:- Ecco si è sciupata, (rivolto alla rosa) la fioraia dirà a tutti che sono un disonesto e nessuno mi darà mai più un fiore, non ho trovato nemmeno un soldino, non riesco mai a combinare niente di buono, ho la giacchetta bucata, vivo in un baule, e la mia rosa è tutta appassita. (Esce)
Musica Mercato persiano, su questo sottofondo musicale entra la Bambina su una sedia e una coperta sulle ginocchia spinta dal Dott. Brontoli, lui porta un gran cesto di fiori, le mette una corona di fiori in testa, le fa annusare diversi tipi di fiori
Bambina.- Non c’è niente da fare papà
Dott. Brontoli:- Non è vero devo solo trovare il fiore giusto e tu guarirai, se solo potessi riavere il Libro dei Fiori, lì c’è scritta sicuramente la cura

Entra il Guaritore guardando l’ orologio da taschino  

Guaritore:- Lei la sta sfinendo con tutti questi fiori, tre per tre fa nove, curare con i fiori non porta a niente
Dott. Brontoli:- E con cosa bisogna curare?
Guaritore:- Uno, (guardando l’orologio) due, tre! La malattia è incurabile, ho fatto tutto quello che ho potuto: nove passi all’entrata, tre giri di testa di qua e tre di là, la procedura dei numeri con l’orologio e anche una quantità di parole assolutamente esatta, avrà notato che ho detto esattamente 33 parole, questo è il mio metodo
Dott. Brontoli:- Se trovassi l’antico Libro dei Fiori
Guaritore:- Un due tre, arrivederci, uno per uno fa uno cosa c’è da discutere, sei per otto quarantotto, sette per sette quarantanove, io ho sempre ragione. (Esce continuando a dire le tabelline)
Bambina:- (ritagliando delle stelle di carta) Ho davvero voglia di vedere da vicino l’omino di Cartone, sento sempre la sua voce, ma non lo vedo mai, forse un giorno potrebbe prendere l’ascensore e venire a trovarmi, oppure, se non arriva fino al pulsante potrebbe salire le scale, papà, oggi è martedì ricordati di non spegnere la luce sul tavolo… (Si addormenta)
Dott. Brontoli:- (parlando da solo) Tutto viene dai fiori, una volta la terra era un’enorme aiuola fiorita, gli uccelli e gli animali nascono dai fiori, l’uomo proviene dal fiore del’astrolabio… (esce continuando a dire fiori fiori…)


Musica Morricone
Entra il gatto che passando di fianco alla bambina prende uno dei ritagli di cartone e lo porta con sé, poi esce. 
Entra l'omino di cartone che volteggia su se stesso, prima lentamente, poi sempre più veloce, quando si ferma grida:< So volare!!!!> 

Bambina:- Ah, alla fine sei arrivato, quant’è che ti aspettavo
Omino di Cartone:- (un po’ imbarazzato) Le porgo i miei saluti, i miei auguri
Bambina:- Papà non è in casa, oggi è martedì, al martedì papà lavora di sera
Omino di Cartone:- Sono molto, molto lieto
Bambina:- La tua giacchetta è strappata, vieni qui che la incollo, è vero che vivi nel Baule di Legno?
Omino di Cartone:- Sì
Bambina:- E’ così buffo, so tutto di voi, vi sento quando parlate, Ho voglia di venirvi a trovare
Omino di Cartone:- Saremmo molto felici di potervi ospitare
Bambina:- Ma io non posso alzarmi, non lo sai che sono caduta e non posso più stare in piedi? Però tu potrai venire da me, no?
Omino di Cartone:- Certamente, tutte le sere!
Bambina:- Ti farò dei vestiti nuovi, guarda quanta carta ho qui e il bastone lo faremo con un legnetto
Omino di Cartone:- Non sono mai stato così bene in tutta la mia vita, nessuno si era mai preoccupato di me prima, nessuno mi aveva mai aspettato e cantato canzoni, grazie
Musica Studio 11
Amica:- Lo sai cosa hanno combinato i due pelosi?
Amica:- Ho sentito che il portinaio era arrabbiato, ma non so perché
Amica:- Hanno rinchiuso i gatti nello scantinato e hanno buttato via la chiave
Amica:- Così non potranno più uscire
Amica:- Dobbiamo andare dal Portinaio per farci dare un’altra chiave, non possiamo lasciarli morire così
Amica:- Eccolo il portinaio
Amica:- Scusi signor portinaio avrebbe mica una chiave?
Portinaio:- Chiave!? che chiave? per dadi?
Amiche:- Noooo
Portinaio:- Inglese, svedese?
Amica:- Forse lei non ce l’ha
Portinaio:- Ho capito vi serve la chiave che non c’è
Amiche:- Siiiii
Portinaio:- Quella che apre tutte le porte
Amiche:- Siiii
Portinaio:- Potevate dirlo subito, eccola qui (si fruga nelle tasche, tira fuori la chiave, gliela dà ed esce)

Amica:- Ecco possiamo liberare i gatti e poi sarà meglio che se ne vadano lontano da qui fino a che ci sono quei pelosi….
Amica:- E’ vero, è troppo pericoloso per loro starsene da queste parti

Omino di Cartone:- La chiave che non c’è, ma se può aprire tutte le serrature forse potrà aprire anche Lucchetto Solido, così si potrà entrare più facilmente dentro il baule, devo seguire quelle bambine

Rumore di temporale, tuoni e pioggia
Questa scena è tutta recitata dai personaggi con le voci fuori campo
Omino di Cartone:- Aiuto, Aiuto sto annegando presto qualcuno mi tiri fuori da qui
Dott. Brontoli:- Sei tu Omino di Cartone, ma dove ti sei cacciato
Omino di Cartone:- Sono in questo Baule, la prego sto annegando
Lucchetto solido:- Ma cosa fa , le proibisco di aprirmi, lei non ha diritto, aiuto io sono lucchetto solido, nessuno mi può aprireeeeee!
Baule:- Finalmente ariaaaaaaaa
Cambio luci
Il dott. Brontoli accompagna per la collottola l’Omino di Cartone

Dott. Brontoli:- Ecco il tuo amico: rischiava di annegare!Si era rifugiato in un baule assieme a tutti questi libri,(ne sfoglia uno) ma guarda un po’ eccolo eccolo è questo l’antico Libro dei Fiori, ecco qui la tua malattia la cura il piccolo fiore dell’astrolabio, cresce non si sa dove e non si sa perché, non si sa come è fatto, ma lo si riconosce subito, se lo si tiene in mano cura qualunque malattia
Si sentono dei gran colpi
Omino di cartone:- Dottore la prego il portinaio sta distruggendo il baule di legno lo fermi faccia qualcosa (comincia a piangere)
Dott. Brontoli.- Ma io veramente….
Bambina:- Guardate
Dott. Brontoli:- Eccolo eccolo, è lui sta spuntando dalle tue lacrime, presto prendilo in mano durerà solo un attimo
Sulla musica l’Omino di Cartone raccoglie il fiore che è spuntato e molto lentamente lo porge alla Bambina che lo afferra e poi si alza, nel frattempo l'Omino di cartone esce volteggiando. Questi movimenti sono tutti al rallentatore e hanno come sottofondo la musica del Mercato persiano

Astronomo: Ecco la stella, l'ho trovata, la chiamerò....
Escono tutti gli attori dalle quinte con un solo passo e tutti insieme dicono:- Cuore di cartone
Balletto e canzone finale 


Sipario